Paradiso a colori #10 - La povertà di Santa Chiara | ilSuodiSegno

Paradiso a colori #10 – La povertà di Santa Chiara

Ho vissuto la mia vita con immensa gioia, ogni giorno che il Signore mi ha donato, perché il suo amore rende felici e la sua grazia riempie il cuore di chi si dona con umiltà e semplicità. Mi chiamo Chiara Scifi e sono di Assisi, la stessa città di Francesco, io sono la sua pianticella. Francesco mi ha sostenuta e guidata, io umile e povera ancella del Signore! Andavo segretamente a trovarlo perché i miei genitori non volevano. Lo ascoltavo perché la sua gioia era contagiosa e le sue parole brillavano di quella luce che solo i santi sanno irradiare, mi aveva fatto conoscere l’amore del Signore, quell’amore così dolce che ti fa desiderare di diventare sua sposa. Avevo diciannove anni e, nel giorno delle Palme, dopo che il Vescovo mi aveva consegnato la santa palma, capii che era giunto il momento: Dio mi chiamava ed io non potevo esitare. Insieme alla mia amica Bona di Guelfuccio scappai di notte alla Porziuncola, una piccola chiesa dove Francesco ed i suoi frati andavano a pregare e lì mi consacrai al Signore povero e crocifisso, lì mi furono tagliati i capelli, perché non ero più del mondo, ma nel mondo per vivere il Vangelo e diventare immagine di Cristo. Ho resistito alla violenza di mio padre che non voleva accettare la mia scelta e sono stata in diversi monasteri fino a quando  Francesco mi ha portata nel monastero di San Damiano dove mi hanno raggiunto le mie sorelle.  Due erano i punti fermi per noi: volevamo vivere il Vangelo, in altissima povertà e santa unità, corporalmente rinchiuse, seguendo l’esempio di Francesco.

Chiara d'Assisi

Anche io volevo vivere in santa povertà come il Figlio di Dio, senza allontanarmi mai da Lui né con la parola né con la vita… e in quell’amore condiviso con le sorelle, Dio non ci faceva mancare nulla, Lui stesso provvedeva a noi: se mancava l’olio, il vaso della questua traboccava. La povertà ci faceva sentire ancor di più la sua santa presenza. Ho lottato tanto per preservare la nostra vita contro ogni possesso, perché la povertà è un privilegio, e per chi contempla il Signore sa che egli è nato in una greppia, cresciuto scegliendo la povertà ed è morto nudo sulla croce, perché gli uomini diventassero ricchi in lui. Anche noi eravamo sorelle povere e per questo lavoravamo con fedeltà e devozione e pregavamo con profondo amore. Scrissi la Regola, dicono sia la prima regola redatta da una donna per le altre donne: io dico che l’ho scritta per amore delle mie sorelle e perché noi suore clarisse avessimo fisso in mente che anche se donne, il Signore non ci avrebbe mai fatto mancare nulla perché il suo amore è per tutti. Ringrazio il mio Signore che ha benedetto l’anima mia: tu mi ami Signore, così tanto, che anche tra le fatiche della vita, indigenza,  povertà , dolori, io posso vedere le tue braccia forti che si aprono, il tuo cuore ferito che trabocca di grazia e di misericordia per noi e tutto ciò che appare buio per noi si trasforma in amore smisurato. Tu rendi tutte le cose nuove, rendi noi figlie amate. E nonostante la mia malattia mi hai dato forza contro Federico II e il suo  esercito, perché io ti portassi nel Santissimo alle porte della città. Nulla temevo perché Tu eri con me, infatti nessun’arma può essere più forte dell’arma del Tuo incommensurabile amore. E adesso vengo da te, in pace, perché mi hai creata, mi hai resa santa e, sempre guardandomi, come una madre guarda il suo figlio piccolino, mi hai amata con tenero amore.

Santa Chiara

Chiara d’Assisi, nata Chiara Scifi (Assisi, 16 luglio 1194 – Assisi, 11 agosto 1253), è stata una religiosa italiana, collaboratrice di Francesco d’Assisi e fondatrice dell’ordine delle Clarisse: fu canonizzata come santa Chiara nel 1255 da Alessandro IV nella cattedrale di Anagni.

Autore: Giosy
Autrice di Paradiso a colori.
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